Il karaoke, invenzione giapponese, non è antico come altre arti nipponiche: risale agli anni Settanta e ha un padre, il musicista Daisuke Inoue di Kyoto, che mise a punto il primo apparecchio da installare nei locali. Oltre al flagello sonoro più sguaiato, che non dà segno di calo, vanno alla grande sale e locali con un’ambizione: armonizzare la pratica popolare allo stile alto della cucina e del servizio. Qui il karaoke è la ciliegina sulla torta, apprezzata non solo dal popolo romano, ma anche dai tanti turisti che lo scelgono per una serata in compagnia.